Venti impetuosi spazzano il permafrost; grani di pulviscolo a geometria esagonale riescono a superare i quarantacinque gradi di inclinazione mentre i Celsius vanno ben più al di sotto, non mollando la presa neanche nella lunga estate. Un deserto senza vita apparente, sepolto nella sua paradossale dinamicità.
Profondo al novanta percento come l'inconscio, criogenizzato nella sua forma immutata e a chilometri di profondità, come in attesa di una vendetta mai compiuta.
strana sensazione qui... mi sembra un ambiente familiare... :)
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